L’elettricità a bordo è una delle cose più importanti su una nave. In particolare, lo è l’accumulo di energia elettrica, che avviene principalmente tramite batterie elettriche. Senza elettricità a bordo non è possibile avviare il motore, utilizzare il verricello dell’ancora, gli strumenti di navigazione, il pilota automatico, accendere le luci, ascoltare la radio, raffreddare la birra o usare il bagno elettrico.
Elettricità a bordo
L’elettricità su una nave è vitale. Senza un sistema affidabile di accumulo e distribuzione, la vita a bordo e la sicurezza stessa diventano difficili da garantire. Il metodo più comune per immagazzinare energia è rappresentato dalle batterie. Se queste mancano o non funzionano correttamente, le attività di base diventano impossibili: dall’avviamento del motore al funzionamento dei dispositivi essenziali per la navigazione e il comfort.
Dispositivi elettrici
I dispositivi elettrici influenzano sia la sicurezza dell’imbarcazione sia il piacere della navigazione. Con l’aumento costante del numero di apparecchi elettrici a bordo, diventano sempre più frequenti i guasti al sistema elettrico, dovuti principalmente a sistemi di ricarica sbilanciati e a strumenti di misurazione imprecisi.
Un ruolo fondamentale in un sistema elettrico ben bilanciato lo svolge il monitor intelligente per batterie, che misura con precisione la tensione delle batterie, i flussi di corrente in entrata e in uscita, e lo stato di carica (SOC). Una delle funzioni più importanti di un monitor intelligente è la misurazione in tempo reale della capacità effettiva delle batterie, cioè mentre sono in funzione.
La capacità delle batterie
La capacità di una batteria indica quanta energia elettrica può immagazzinare. Fin dal primo utilizzo, questa capacità inizia a diminuire. La velocità e l’entità della perdita dipendono da diversi fattori: scariche profonde, invecchiamento, cicli frequenti di carica e scarica, basse temperature e autoscarica naturale.
La perdita di capacità significa che, anche se la batteria si ricarica fino al valore massimo nominale, in realtà conterrà meno energia rispetto a quando era nuova. Di conseguenza, si scaricherà più velocemente e richiederà ricariche più frequenti — spesso nei momenti meno opportuni.
Immaginiamo, ad esempio, di aver finalmente ancorato in una baia dopo tre tentativi di calare e sollevare l’ancora. Proprio allora scopriamo che la nostra lunga manovra ha dato il colpo di grazia a una batteria che avremmo dovuto sostituire due anni fa. Il vecchio voltmetro mostra un valore critico, il frigorifero smette di raffreddare e il cibo inizia a deteriorarsi.
Non resta che accendere il motore per ricaricare almeno un po’ la batteria. Dopo un’ora di funzionamento, però, nessuno è felice: la moglie si lamenta del rumore, i bambini vogliono dormire ma non riescono, e anche gli altri diportisti nelle vicinanze sono infastiditi. Così spegniamo il motore, interrompendo la ricarica. In quell’ora siamo riusciti a ripristinare solo circa il 20% della carica, sufficiente appena per far funzionare il frigorifero fino al mattino successivo.

